
17.05.2012
Il gruppo di Rivalta Torinese riprende l'iter verso Piazza Affari. Fa discutere l'ipotesi di vendita a Safran
Dopo corse in avanti e improvvise frenate, sembra ora concretizzarsi l'approdo di Avio a Piazza Affari. La società specializzata nella propulsione aerospaziale controllata dal fondo Cinven (81%) e partecipata da Finmeccanica (14%), ha infatti presentato la domanda di ammissione a quotazione delle proprie azioni ordinarie sul Mercato Telematico Azionario (Mta).
Insomma riparte un iter cominciato mesi fa, nella convizione del management dell'azienda e del numero uno in particolare, Francesco Caio, che la strada maestra è quella della quotazione in Borsa.
Ogni volta che si è data per imminente l'entrata a Piazza Affari del Gruppo di Rivalta Torinese si è prefigurata un'acquisizione da parte della francese Safran.
Pare addirittura ci sia già una bozza d'offerta per l'acquisto di Avio da parte del colosso della difesa e dell'aeronautica civile e militare controllato al 30% dallo Stato francese che fattura oltre 10 miliardi di euro all'anno. A redigerla gli advisor Mediobanca e Uhs, che sarebbero pronti ad inviarla a Rothschild, la banca d'affari che si occupa della valorizzazione del gruppo per conto degli azionisti.
Secondo quanto trapela sul mercato, Safran ha avviato quella che tecnicamente si chiama l'antitrust review, ossia la procedura preliminare finalizzata a stabilire se l'acquisizione possa sollevare problemi di concentrazione e rafforzamento della quota di mercato da parte delle autorita' competenti in sede europea.
In effetti se la maggioranza di Avio dovesse passare a Safran si farebbe urgente la questione, promossa fra l'altro qualche settimana fa in parlamento da un'interrogazione parlamentare, di un possibile scivolamento in posizione di subalternità dell'Italia nel settore aerospaziale europeo. Preoccupazione condivisa dal Governo.
Perché, se è vero che l'azionista di maggioranza di Avio è un fondo finanziario inglese, la vendita a Safran sposterebbe l'asse industriale e rischierebbe di compromettere la leadership dell'Italia in programmi quali il Vega, che tanto lustro hanno dato al nostro paese. Basti pensare che a realizzare il propulsore P80, che ha spinto il lanciatore europeo in orbita, è la Europropulsion, una joint-venture proprio fra Avio e Snecma Propulsion Solide, società del gruppo Safran.
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